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Affittare in Australia: domanda studentesca, carenza di alloggi e obblighi del proprietario

Il mercato degli affitti australiano vive da tempo in una carenza persistente: bassa vacancy nelle grandi città e domanda sostenuta dalla migrazione. Per il proprietario significa locazione rapida e un regolatore attento.

Affittare in Australia: domanda studentesca, carenza di alloggi e obblighi del proprietario
Grafica in inglese.

Il mercato degli affitti australiano vive da anni in una carenza persistente: la vacancy nelle grandi città è bassa e la domanda è sostenuta dalla migrazione e dal ritorno degli studenti internazionali. Per un proprietario significa trovare rapidamente un inquilino e, allo stesso tempo, una maggiore attenzione regolatoria alle regole di locazione.

Chi è l’inquilino

  • Gli studenti universitari di Sydney, Melbourne, Brisbane e Perth: una domanda stabile, stagionalmente prevedibile e legata all’anno accademico.
  • I nuovi migranti: l’Australia accoglie un flusso significativo attraverso i programmi per lavoratori qualificati, e queste persone affittano la loro prima casa.
  • Chi si trasferisce da un altro stato, in particolare verso il Queensland.

Come funziona l’affitto

La locazione è regolata dalla legislazione dei singoli stati, e le differenze tra stati sono sostanziali: dalla forma del contratto alle regole sugli aumenti del canone e sulla disdetta. I tratti comuni sono duraturi:

  • Il deposito cauzionale viene versato a un ente statale e non è trattenuto dal proprietario.
  • Un contratto scritto in forma prescritta, con un verbale sullo stato dell’immobile all’ingresso.
  • Le ispezioni periodiche sono consentite con preavviso entro un termine stabilito.
  • Gli aumenti del canone sono limitati per frequenza e in diversi stati recenti riforme hanno abolito la disdetta senza motivazione.
  • Gli standard minimi abitativi (riscaldamento, ventilazione, sicurezza) sono obbligatori e il loro mancato rispetto comporta sanzioni.

Il lato fiscale per un non residente

Il reddito da locazione è tassato in Australia e un non residente viene tassato secondo una propria scala, senza la soglia esente di cui godono i residenti. Le spese sono deducibili: interessi sul prestito, gestione, assicurazione, ammortamento nei casi previsti. È ciò che sta alla base della nota pratica australiana del negative gearing, in cui una perdita sull’immobile riduce il reddito imponibile.

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  • Alla vendita un non residente non ottiene lo sconto sulla plusvalenza di cui godono i residenti, il che cambia sensibilmente il risultato.
  • Ritenuta alla vendita: l’acquirente deve trattenere una parte del prezzo e versarla all’ufficio delle imposte, a meno che il venditore non presenti un certificato di esenzione.

Che cosa includere nel calcolo del rendimento

  • Un agente di gestione è la prassi e una voce di costo permanente.
  • L’assicurazione, compresa la copertura dei rischi del locatore, sensibilmente più cara nelle zone costiere.
  • Gli oneri per i proprietari stranieri: la sovrattassa sull’imposta fondiaria e la tassa sugli immobili sfitti in alcune giurisdizioni.
  • Il rispetto degli standard minimi: adeguare il patrimonio più datato può costare in modo apprezzabile.

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