Madha e Nahwa: come un'enclave dentro un'enclave è finita sulla mappa degli Emirati
Nel nord-est della mappa c'è un luogo che sembra un errore di stampa. Al mondo esistono solo due assetti simili, e il modo in cui è stato tracciato il confine è la parte interessante.
Sulla mappa del nord-est degli Emirati c'è un luogo che sembra un errore di stampa. Il territorio omanita di Madha è circondato da ogni lato dalle terre di tre emirati: Fujairah, Sharjah e Ras Al Khaimah. E all'interno di Madha si trova un'altra porzione: il villaggio di Nahwa, appartenente all'emirato di Sharjah. Un'enclave dentro un'enclave dentro un altro paese. Al mondo esistono soltanto due assetti simili.
Come è successo
Quando, alla fine degli anni Sessanta, si preparava la nascita degli Emirati Arabi Uniti, i confini in questa zona non furono stabiliti con un righello sulla mappa, ma chiedendo. Il rappresentante britannico presso gli Stati della Tregua, Julian Walker, percorse gli insediamenti e domandò agli abitanti a chi volessero appartenere. Madha scelse l'Oman; Nahwa, al suo interno, scelse Sharjah.
Perché la storia ha un seguito
Negli anni Settanta, quando negli Emirati iniziò l'estrazione del petrolio, gli equilibri della regione cambiarono. La scelta fatta alla fine degli anni Sessanta si rivelò economicamente sfavorevole per chi aveva scelto l'Oman: Madha rimase fuori dal balzo compiuto dagli emirati vicini.
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Un'altra cosa è più significativa: il modo in cui nacque quel confine. Una questione territoriale tra due paesi fu risolta con un voto e con una trattativa, non con la forza, e da allora non è stata più rimessa in discussione. Gli stessi Emirati nacquero dallo stesso approccio: il 2 dicembre 1971 i governanti di sei emirati (Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Umm Al Quwain, Fujairah e Ajman) firmarono l'accordo che creava uno Stato unico, a cui si aggiunse Ras Al Khaimah nel 1972. Qatar e Bahrein rifiutarono di partecipare e divennero paesi separati.
Come arrivarci
La strada si stacca dall'autostrada tra Fujairah e Khor Fakkan. Per entrare a Madha non serve il visto e non c'è controllo passaporti, ma è territorio omanita e vi si applicano le regole dell'Oman. Al passaggio il telefono si aggancia a un operatore omanita e si attiva il roaming: è l'unica sorpresa pratica che attende la maggior parte dei visitatori.
Non c'è molto da vedere: una valle di montagna, giardini di palme, qualche decina di case e moltissima quiete. Il valore del viaggio sta nel fatto stesso: ci sono pochi posti in cui si può cambiare paese tre volte in quindici minuti senza mostrare mai un documento.