Israele: l'aliyah e come accelerare il rilascio del passaporto
La carta d'identità interna viene rilasciata subito, il passaporto internazionale può richiedere mesi. Perché esiste il ritardo, quale dichiarazione lo elimina e perché non bisogna pagare nessuno per «accelerare».
L'aliyah in Israele è uno dei presupposti più chiari per ottenere una seconda cittadinanza ovunque: si basa sull'origine, è sancita dalla legge e non dipende né da una quota né da un bilancio statale. Ecco il lato pratico di cui quasi non si scrive.
Come funziona il processo
La domanda può essere presentata presso un consolato nel Paese di residenza o di persona. Il presupposto è l'origine confermata, dimostrata con documenti d'archivio: certificati di nascita e di matrimonio di genitori e nonni, ovunque sia conservato il registro pertinente.
Una volta ottenuta la decisione positiva, la persona riceve lo status e un documento d'identità interno. Ed è qui che compare una pausa che coglie quasi tutti di sorpresa: il passaporto internazionale non viene rilasciato subito.
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Da dove viene l'attesa
La logica dello Stato è lineare. Un nuovo cittadino conserva formalmente il diritto di rinunciare alla cittadinanza entro un termine stabilito dal momento in cui la riceve. Finché quel diritto non è stato esercitato o non ci si è rinunciato, un passaporto internazionale vero e proprio non viene rilasciato: in alternativa, alla persona può essere dato un documento di viaggio temporaneo.
Attorno a questa pausa è cresciuta una piccola industria: gli intermediari offrono di «accelerare» il rilascio a pagamento, presentandolo come qualcosa che si risolve con le conoscenze. Risolverlo con le conoscenze non esiste: a questo livello la procedura non è di quelle corruttibili.
Cosa elimina davvero il ritardo
La pausa si toglie con una dichiarazione. La persona rinuncia formalmente, per iscritto, al diritto di rinunciare alla cittadinanza entro il termine stabilito; dopodiché i motivi del ritardo cadono e il passaporto internazionale viene rilasciato con la procedura ordinaria: in pratica, questione di giorni.
La dichiarazione si presenta all'ente competente. Non serve alcun intermediario e costa solo la tassa statale standard.
Perché così pochi lo sanno
Il motivo è che la questione cade tra due argomenti: non è trattata nelle guide popolari sull'aliyah, perché riguarda il rilascio dei passaporti e non l'immigrazione, e non è trattata nemmeno nelle guide sui passaporti, perché riguarda solo i nuovi cittadini. Il risultato è che le persone o aspettano l'intero periodo o pagano per qualcosa che una semplice dichiarazione ottiene.
Cosa pianificare in anticipo
- I documenti si raccolgono prima della domanda. I registri d'archivio su tre generazioni richiedono diversi mesi di lavoro, ed è da lì che si parte, non dalle conversazioni con i consulenti.
- Domanda come famiglia. Se il presupposto esiste tramite uno dei coniugi, la famiglia presenta domanda insieme, il che cambia in modo significativo sia i tempi sia l'esito.
- La cittadinanza precedente si conserva. Non è richiesto rinunciarvi: una delle differenze chiave rispetto a diversi Paesi europei.
- Lo status si trasmette. I figli lo ricevono insieme ai genitori, e così il tempo investito nella ricerca d'archivio rende per un'intera generazione.
In sintesi
L'aliyah è uno dei rari casi in cui un passaporto forte arriva attraverso una procedura chiara, senza investimenti e senza intermediari. L'unica parte che richiede davvero lavoro è il ripristino dei documenti d'archivio, e quel lavoro potete farlo da soli.
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Questi articoli hanno scopo puramente informativo. Non costituiscono consulenza legale o fiscale e non sostituiscono un consulente qualificato nel Paese interessato. Le condizioni dei programmi cambiano — vanno verificate al momento della domanda.