Dubai o Londra: quale investimento immobiliare conviene di più nel 2026?
L'economia di Dubai dovrebbe crescere del 4,5% nel 2026, quella britannica solo dell'1–1,2%. Per i prezzi delle case a Dubai si prevede un +5–10%, per Londra da -4% a +1%. Confrontiamo tasse, rendimento e crescita dei prezzi in due mercati che attirano gli stessi investitori.
Dubai e Londra sono i due mercati tra cui lo stesso acquirente facoltoso sceglie con regolarità: entrambi sono considerati porti sicuri per il capitale in tutto il mondo. Ma all'inizio della seconda metà del 2026 le loro economie e i loro mercati immobiliari vanno in direzioni opposte. Ecco il confronto, con dati aggiornati.
Due ritmi di crescita molto diversi
Emirates NBD prevede per Dubai una crescita dell'economia del 4,5% nel 2026, ben al di sopra del 3,1% atteso a livello globale e dell'1,6% delle economie avanzate. Il PIL di Dubai è già cresciuto del 2,4% su base annua nel primo trimestre, raggiungendo 232 miliardi di AED. Per il Regno Unito, invece, gli economisti indipendenti interpellati dal Tesoro britannico (HM Treasury) a settembre 2026 stimano una crescita di appena l'1,1–1,2% nell'anno; la previsione di luglio della Bank of England è simile, l'1,1%.
Prezzi: crescita contro stagnazione
Le previsioni sul mercato immobiliare divergono ancora di più. ValuStrat si aspetta per Dubai un aumento medio del 10% dei valori residenziali nel 2026, con le ville fino al 17,7%; stime più prudenti indicano per l'intera città una crescita del 5–8%. Per Londra le previsioni 2026 vanno da un calo del 4% (Savills, sul mercato dell'usato) a un aumento dell'1% (Knight Frank), con la maggior parte degli analisti concentrata su una sostanziale stabilità, tra 0 e +3%. Londra è considerata da molti peggiore persino della media britannica, zavorrata da una base di prezzo più alta e da un carico fiscale crescente sui proprietari di case di pregio.
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Tasse: un solo costo contro più livelli
A Dubai l'acquirente sostiene un unico costo una tantum al momento dell'acquisto, la commissione di registrazione DLD del 4%, e nient'altro: nessuna imposta sui redditi da locazione, nessuna imposta sulle plusvalenze alla vendita, nessuna imposta annuale sull'immobile. Nel Regno Unito un non residente paga lo stamp duty con maggiorazioni per gli acquirenti esteri e per i proprietari di seconde case, l'imposta sul reddito per gli affitti e l'imposta sulle plusvalenze alla vendita: costi che vanno inseriti nel modello di rendimento fin dall'inizio, non scoperti in seguito.
Rendimento da locazione
Nel 2026 il rendimento lordo medio da locazione a Dubai si aggira intorno al 6,3% sull'intero mercato e fino al 7,1% per gli appartamenti; a Londra il rendimento lordo si colloca tra il 3 e il 4%. Poiché a Dubai non esiste imposta sul reddito, il divario al netto delle tasse è ancora più ampio di quanto suggeriscano i dati lordi.
Cosa significa in pratica
Impostare la questione come «quale è meglio» manca il punto: le due città svolgono ruoli diversi in un portafoglio. Londra resta un mercato di status, di istruzione dei figli e di una giurisdizione dal diritto immobiliare trasparente (anche se non sempre freehold: gli appartamenti sono di solito leasehold per un periodo determinato, come illustrato nella nostra guida al mercato britannico), ma, secondo le previsioni attuali, non di crescita del capitale nel breve periodo. Dubai nel 2026 è un mercato in cui crescita e rendimento vanno insieme: economia, prezzi e rendimenti da locazione salgono tutti più in fretta, con un peso fiscale praticamente nullo per il proprietario.
Il confronto tra il mercato degli uffici delle due città e di New York si trova in «Gli uffici di Dubai a confronto con Londra e New York»; il rendimento da locazione residenziale in quattro città del mondo è trattato a parte.