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Dubai nella classifica Julius Baer delle città più care: 7ª nel 2025 e cosa è cambiato nel 2026

Dubai è salita di cinque posti fino alla 7ª posizione tra le città più care del mondo nel rapporto Julius Baer 2025. Nell'edizione 2026 è scesa alla 14ª: non perché sia diventata più economica, ma a causa dell'ancoraggio del dirham al dollaro.

Dubai nella classifica Julius Baer delle città più care: 7ª nel 2025 e cosa è cambiato nel 2026
Grafica in inglese.

La banca svizzera Julius Baer pubblica ogni anno il Global Wealth and Lifestyle Report, che classifica le città in base al costo della vita per i residenti facoltosi, costruito su un paniere di circa 20 beni e servizi, dalla casa e dalle auto di lusso all'istruzione e agli acquisti di alta gamma. Le ultime due edizioni raccontano una storia diversa e, a loro modo, istruttiva su Dubai.

2025: un salto di cinque posizioni

Nel rapporto pubblicato a luglio 2025 Dubai è salita di cinque posizioni fino al 7° posto mondiale e al 4° nella regione EMEA, davanti a New York, Parigi e Milano. La top 10 di quell'anno era: Singapore, Londra, Hong Kong, Monaco, Zurigo, Shanghai, Dubai, New York, Parigi, Milano. I prezzi in valuta locale sono saliti nel complesso di un modesto 1%; a spingere Dubai in classifica è stata la crescita più rapida di specifiche voci di spesa elevata: i prezzi delle auto sono aumentati del 13% e i valori immobiliari residenziali del 17%.

2026: un calo alla 14ª posizione, ma non perché Dubai sia diventata più economica

Nel rapporto dell'anno successivo Dubai è scesa di sette posizioni, fino alla 14ª. Il motivo è metodologicamente importante e spesso frainteso: gli stessi analisti di Julius Baer affermano chiaramente che lo spostamento non dipende dal fatto che Dubai sia diventata più accessibile, ma dal fatto che altre città dell'indice sono diventate più care più in fretta, in gran parte per effetti valutari. Zurigo e Monaco sono salite soprattutto perché il franco svizzero e l'euro si sono rafforzati sul dollaro USA, mentre il dirham, ancorato al dollaro, si è relativamente indebolito rispetto alle altre valute dell'indice. Singapore ha mantenuto il primo posto per il quarto anno consecutivo, Zurigo è salita al secondo, Monaco è entrata per la prima volta nella top tre e Londra è scesa al quinto.

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La distinzione conta per l'immobiliare: l'indice Julius Baer misura il costo della vita in dollari rispetto ad altre città della ricchezza, non l'andamento autonomo dei prezzi delle case a Dubai. Nello stesso periodo coperto dal rapporto 2025, i prezzi immobiliari di Dubai crescevano a tassi a due cifre: i due segnali derivano semplicemente da sistemi di misurazione diversi.

Cosa significa per un investitore

La logica valutaria funziona nei due sensi: l'ancoraggio del dirham al dollaro è la stessa caratteristica che storicamente ha protetto il capitale degli investitori provenienti da Paesi con valute instabili. Finché il dirham resta ancorato mentre le altre valute dell'indice fluttuano, la posizione di Dubai in rapporti come questo si muoverà più con i mercati dei cambi che con il mercato immobiliare sottostante.

La conclusione pratica per l'acquirente: la posizione in una classifica come quella di Julius Baer è un interessante segnale di contesto sulla statura di una città tra i facoltosi, ma non è un indicatore del prezzo al piede quadrato. Per la reale traiettoria del mercato abitativo conviene guardare i dati per quartiere, in zone prime come Downtown Dubai e DIFC, anziché una posizione in una tabella globale del costo della vita.

Per come la posizione di Dubai tra i facoltosi si confronta con i flussi di capitale effettivi, vedano il nostro articolo sui family office e i milionari che si trasferiscono negli Emirati.

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